GEOGRAFIA DEI CAMPI
Birkenau, infatti, fu costruito in una porzione di spazio
in cui sorgeva il più importante snodo ferroviario della Polonia,
rendendo così possibile l’arrivo dei convogli di ebrei deportati
da tutta l’Europa senza particolari difficoltà di costruzione di nuove linee.
Ci è stato mostrato, in aggiunta, che il territorio di Oświęcim è sempre stato nel corso dei secoli una terra di confine, asservita a dominazioni differenti. La scelta di ubicare qui i campi è stata fatta proprio per la sua posizione difficilmente raggiungibile dagli aerei degli alleati, sia da sud (USA) sia da ovest (Regno Unito).
Come classe abbiamo visitato questi due campi, mentre il terzo, la fabbrica di gomma Buna Monowitz (dove lavorò Primo Levi nel periodo di prigionia), costituisce oggi uno dei più importanti centri di industria chimica in Polonia e non è conseguentemente più visitabile.
La riflessione sorta dall’incontro ha un’indiscutibile matrice storica: passato e presente sono in continuo rapporto e, per quanto sia concettualmente difficile da accettare, la storia va avanti, portandosi con sé i propri fatti sia positivi che negativi in un tutt’uno indissolubile e a volte, come nel caso di Buna Monowitz, la memoria considerata da onorare del passato è addirittura surclassata delle esigenze materiali del presente.
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